Anche a costo di annoiare, sarà buona idea spendere qualche parola in più sull'itinerario di oggi che verrà documentato prossimamente con fotografie per due ragioni, una positiva ed una negativa. In positivo, va detto che salire sopra le nubi in una mattinata di nebbia è emozionante, ed anche poter mostrare nel blog delle fotografie da cartolina. In negativo va mostrato, invece, che certi tratti dell'itinerario di oggi (11-10) non sono soltanto “duri” per le pendenze da affrontare, ma sono anche pericolosi:
- perché corrono a fianco di precipizi,
- perché con la pioggia non ci sarebbe nessuna garanzia di poter procedere senza scivolare,
- perché sul terreno pietroso ci si può facilmente stortare una caviglia se non si sta molto attenti,
- perché nessuno mantiene puliti i sentieri e in cinque punti un albero caduto ostruiva il passaggio ed era necessario scavalcarlo in qualche modo o passarci sotto camminando quasi a gattoni (se siete alti più di un metro e novanta. Alcuni dei miei lettori potrebbero passarci sotto senza neppure chinare la testa, forse),
- perché da Aulla a Sarzana non ci sono bar o negozi di alimentari, quindi chi non ha potuto fare la spesa il giorno prima patirà la fame e la sete,
- perché tutto l'itinerario è segnato orgogliosamente dal CAI, ed al CAI lasciamo questo percorso, validissimo per una domenica avventurosa che riscatterà la sete di avventura dei Fantozzi milanesi, ma non è gradito da un pellegrino che invece vuole “soltanto” camminare,
- perché per l'80% del percorso non si può neanche camminare fianco a fianco perché si affrontano sentieri strettissimi, impervi, pericolosi,
- perché se non avete il siero antivipera mettete in memoria il numero dell'elisoccorso!
- perché Bibola è bellissima, anche Vecchietto (a parte il nome), ma non credo che valga la pena di affrontare per due volte trecento metri di dislivello in salita e poi ridiscendere di nuovo per altri 600 metri per ritornare al livello del fiume Magra, dal quale eravamo partiti,
- perché come dice anche Alessandro, che ha camminato con me per tre giorni, non si va a Roma per salire sulla cima delle montagne.
A parte questo, se siete dei pellegrini della domenica, si tratta di una tappa davvero emozionante ed avventurosa. I paesaggi sono gradevoli, vedere il mare dall'alto, dopo essere partiti dalla Sesia, è una bella emozione.

Ueh! Non è che sono io quella che potrebbe passare sotto il tronco senza neppure chinare la testa? St(...omissis....)
RispondiElimina*Nico*
Ciao Sandro, Bravo per la tappa conclusa e per la tua descrizione del percorso. Tutti i Pellegrini si affidano alla "Provvidenza", ma è sempre giusto limitare i pericoli e realizzare un percorso sicuro. La nebbia sul fondovalle del Magra è uno spettacolo vista dall' alto, per es quando si esce dal tunnel della Cisa, poi scesi giù ci si trova immersi in una nebbia padana. Coraggio ormai gli Appennini sono passati Buen Camino. Ale
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