Via Francigena a piedi
Manuale tragicomico per pellegrini del XXI secolo.
sabato 15 ottobre 2011
giovedì 13 ottobre 2011
L'itinerario di Sigerico: Lucca
Sedersi, bere un caffé. Riposare. Mancano meno di dieci Km a Lucca. Poco, un paio d'ore, forse qualcosa in più visto il caldo. Sono bastati 16 giorni di cammino, uno in meno di quanto previsto.
A Lucca c'è da vedere un Cristo di legno ritrovato in mare. È uguale a Bin Laden, mi dissero a Santa Cristina... somiglia al volto della Santa Sindone, mi ha detto qualcun altro. Intanto a Villanova di Lunigiana, ai cartelli della via Francigena, se ne sono aggiunti di nuovi. È nato anche "Il Cammino del Volto Santo.
Tutte le strade portano a Roma.
A Lucca c'è da vedere un Cristo di legno ritrovato in mare. È uguale a Bin Laden, mi dissero a Santa Cristina... somiglia al volto della Santa Sindone, mi ha detto qualcun altro. Intanto a Villanova di Lunigiana, ai cartelli della via Francigena, se ne sono aggiunti di nuovi. È nato anche "Il Cammino del Volto Santo.
Tutte le strade portano a Roma.
L'itinerario di Sigerico e il mio 16
La tappa di oggi si è svolta per un settanta per cento sul lungo mare, seguendo la litoranea. Niente salite, niente strade accidentate per questa variante a sud che porta da Sarzana a Marina di Carrara, Marina di Massa, Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta. Da lì si sale per Pietrasanta, che rimane nascosta dietro ai binari della stazione e non si vede fin quando non si è arrivati quasi dentro la piazza (che impressiona). C'è anche il fascino del mare in inverno e delle spiagge deserte.
L'ostello di Pietrasanta è un gioiellino. Pulitissimo e funzionale ha tutto, pure il wireless. Si trova proprio a fianco del Duomo.
mercoledì 12 ottobre 2011
L'itinerario di Sigerico e il mio 15. Aulla Sarzana
Anche a costo di annoiare, sarà buona idea spendere qualche parola in più sull'itinerario di oggi che verrà documentato prossimamente con fotografie per due ragioni, una positiva ed una negativa. In positivo, va detto che salire sopra le nubi in una mattinata di nebbia è emozionante, ed anche poter mostrare nel blog delle fotografie da cartolina. In negativo va mostrato, invece, che certi tratti dell'itinerario di oggi (11-10) non sono soltanto “duri” per le pendenze da affrontare, ma sono anche pericolosi:
- perché corrono a fianco di precipizi,
- perché con la pioggia non ci sarebbe nessuna garanzia di poter procedere senza scivolare,
- perché sul terreno pietroso ci si può facilmente stortare una caviglia se non si sta molto attenti,
- perché nessuno mantiene puliti i sentieri e in cinque punti un albero caduto ostruiva il passaggio ed era necessario scavalcarlo in qualche modo o passarci sotto camminando quasi a gattoni (se siete alti più di un metro e novanta. Alcuni dei miei lettori potrebbero passarci sotto senza neppure chinare la testa, forse),
- perché da Aulla a Sarzana non ci sono bar o negozi di alimentari, quindi chi non ha potuto fare la spesa il giorno prima patirà la fame e la sete,
- perché tutto l'itinerario è segnato orgogliosamente dal CAI, ed al CAI lasciamo questo percorso, validissimo per una domenica avventurosa che riscatterà la sete di avventura dei Fantozzi milanesi, ma non è gradito da un pellegrino che invece vuole “soltanto” camminare,
- perché per l'80% del percorso non si può neanche camminare fianco a fianco perché si affrontano sentieri strettissimi, impervi, pericolosi,
- perché se non avete il siero antivipera mettete in memoria il numero dell'elisoccorso!
- perché Bibola è bellissima, anche Vecchietto (a parte il nome), ma non credo che valga la pena di affrontare per due volte trecento metri di dislivello in salita e poi ridiscendere di nuovo per altri 600 metri per ritornare al livello del fiume Magra, dal quale eravamo partiti,
- perché come dice anche Alessandro, che ha camminato con me per tre giorni, non si va a Roma per salire sulla cima delle montagne.
A parte questo, se siete dei pellegrini della domenica, si tratta di una tappa davvero emozionante ed avventurosa. I paesaggi sono gradevoli, vedere il mare dall'alto, dopo essere partiti dalla Sesia, è una bella emozione.
lunedì 10 ottobre 2011
L'ostello di Aulla
Alla chiesa di San Caprasio, che è completamente nascosta dai ponteggi, i pellegrini sono accolti calorosamente. Ad Aulla c'è un vero ostello ricavato da un'ala in disuso delle scuole statali del paese. C'è poco da dire, l'ostello manca solo della cucina, altrimenti avrebbe davvero tutto ciò che serve. In un bello stanzone con tre finestre ci sono una dozzina di veri letti e quattro tavolini.
Come ogni vero ostello che si rispetti, è ad offerta, non c'è nessun prezzo imposto.
Lusuolo e il suo castello
L'itinerario occidentale passa per Lusuolo, dove sorge il bel castello dei Malaspina, ormai in completa rovina. In paese non vive più quasi nessuno, ma non ha abbandonato il borgo Luigi Laurenti, che ha anche ispirato con i suoi racconti popolari il volume di Adriana G. Hollet su Lusuolo e il suo castello (Ed. Stabilimento Tipografico Fabbiani).
Lusuolo sarebbe decisamente un bellissimo posto per far nascere un ostello per i pellegrini.
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