mercoledì 5 ottobre 2011

Il Convento dei cappuccini a Fidenza

Il convento dei frati è appena fuori dal centro cittadino, in via San Francesco. Adiacente alla Chiesa un orto, dei laboratori di falegnameria, diverse cataste di legna tagliata. È un luogo estremamente silenzioso, adatto al riposo e alla meditazione, separato dalla strada principale da un viale alberato che protegge dal rumore delle macchine. Il traffico è stato una costante – come le zanzare e il caldo africano – di questa prima settimana di cammino, proprio come i paesaggi spogli, quasi lunari, e i sentieri che si snodano lontano dalle arterie commerciali, erano il segno indelebile del Cammino di Santiago e della sua distanza dal mondo.
I pellegrini dormono nelle cellette destinate ai novizi. Sono delle stanze individuali, con dei veri letti! È un lusso incredibile dopo una settimana di brandine cigolanti e letti a castello.
Anche qui a Fidenza c'è la cucina per i pellegrini. Verso le cinque e mezza la prima sorpresa della giornata. Arriva un altro pellegrino a piedi, che sta percorrendo la via Francigena a tappe, ed è ripartito questa mattina da Piacenza. Da Mortara, dove avevano dormito due ciclisti di Verona e un parroco di Mestre, non incrociavo più nessuno.
Nel 1415 a Costanza Jan Hus fu bruciato come eretico, e come eretici furono bollati tutti i suoi seguaci, detti Utraquisti, per la loro ostinazione a voler comunicare sotto entrambe le specie, con il sangue (vino) e il corpo (pane). Alle sei un frate con la barba lunga e grigia celebra la messa, è il più giovane. Ci sono altri due monaci, hanno 92 e 98 anni. Ai fedeli viene somministrata l'Eucaristia sotto entrambe le Specie. Il celebrante intinge l'ostia consacrata nel calice. Mistero della fede, è proprio il caso di dirlo.

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