venerdì 7 ottobre 2011

L'itinerario di Sigerico e il mio 10

Dopo aver lasciato alle spalle le province di Vercelli, Pavia, Lodi e Piacenza, il tratto parmense della via Francigena regala le prime sorprese al viandante, che oramai è stanco di camminare al fianco di una monotona via Emilia.
La pieve di Capriolo, appena fuori Fidenza, non ha niente di speciale. Dentro la Chiesa, disposti con ordine vicino alla cassetta delle offerte, ci sono vari santini, e vedo anche il santo banchiere: Escriva de Balaguer.
Dopo la pieve si abbandona la strada asfaltata e si sale in collina, fin sopra i duecento metri. Il paesaggio e la vegetazione cambiano radicalmente rispetto alle tappe precedenti. Oltre ai campi coltivati, qualche vigneto; più in alto, dopo Costa Mezzana, noci e noccioli regalano generosamente ombra, perché nonostante le previsioni del tempo, il termometro è ancora vicino ai trenta gradi.

Poi il sentiero procede in una lieve salita e si inoltra sulle colline, lasciando per lo sguardo del pellegrino degli scorci di sicuro interesse. Non ci sono bar fino a Costa Mezzana, ma salire fino al centro del paese non è necessario, perché la via Francigena taglia verso il bosco a destra. Meglio partire da Fidenza con acqua e cibo a sufficienza. Per un'altra ora abbondante non si raggiunge nessun centro abitato, il primo è Cella, che si raggiunge dopo più di un'ora di cammino, dove esiste una trattoria. Previdentemente avevo cucinato ieri dai cappuccini anche il pranzo al sacco di oggi.
Dopo Cella il percorso è molto bello, perché si cammina “in cresta” su un crinale in direzione di Medesano. Da lì si costeggia l'autostrada fino ad arrivare al ponte della ferrovia, poi si entra dall'altro ponte a Fornovo.

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