La tappa di oggi è particolarmente lunga. Da Cassio a Pontremoli. Non ho seguito la via Francigena da Berceto in poi, perché propone dei sentieri impossibili che si inerpicano continuamente nei boschi. In uno stato di abbandono totale, pieni di rami e di sassi, sono sentieri che vanno bene per escursionisti del CAI, ma il pellegrino è un camminatore, non un arrampicatore o uno scalatore.
I paesaggi fino a Berceto non possono alleviare la fatica delle gambe, ma ristorano lo sguardo del viaggiatore. Anche il passo della Cisa offre ampi scorci sull'Appennino. Se si segue la statale della Cisa, come ho fatto io, bisogna stare attenti agli amanti della messa in piega, che di sabato si cimentano in staccate improbabili con moto di grossa cilindrata. La statale è praticamente tabú per le automobili. Salvo qualche cacciatore con il fuoristrada, non passa nessuno oltre agli sverniciatori del week-end. Troppi tornanti, gli automobilisti preferiscono l'autostrada.
Nelle due mappe di oggi ho aggiunto le altimetrie del percorso proposto dal Mibac. Ci sono strappi improponibili e discese da salto con gli sci. Non mi stupisce che spezzino la tappa in due giorni. Seguire quei sentieri ucciderebbe anche i pellegrini consumati.


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