Poco fortunato il pellegrino che si lascia guidare dai cartelli dopo l'attraversamento della ss234 a Camporinaldo. Anche qui, come da Santa Cristina a Miradolo, l'erba è davvero alta, ed è difficile capire dove portano i sentieri. Sembra che qualsiasi percorso sia uguale a un altro, tanto si sente sempre il rumore delle macchine che passano sulla statale, e si vede la linea ferrata del treno. Si percorre a naso in quella direzione e si arriva fuori da una macchia di vegetazione. Per un paio di chilometri il rumore della vicina pista delle minimoto e dei kart è assordante. Poi è la torre di Chignolo Po ad indicare la direzione da seguire, e ci si avvicina di nuovo alla statale.
L'attraversamento del Po a Corte Sant'Andrea (Transitum Padi) è interrotto perché Danilo, il Caronte della via Francigena, non c'è. È inevitabile perciò dormire ad Orio Litta, che dista soltanto 16 km da Santa Cristina, ed aspettare il fresco dell'alba per mettersi in cammino sugli argini del Po. Seguendoli per 22 Km si arriva a Piacenza.
Qui è lo stesso sindaco ad accogliere i pellegrini ed a guidarli alla torre dell'antica cascina di San Pietro, una grangia benedettina che fu fondata nell'885, quando vennero intraprese dai monaci dell'ora et labora le bonifiche di queste terre chiuse fra il Lambro e il Po. Ristrutturata nel 2000 la grangia benedettina è oggi l'ostello del pellegrino di Orio Litta.

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