Lasciato il bell'ostello di San Pietro appena fuori Piacenza, le alternative sono due. Seguire l'itinerario del Mibac, che offre un percorso di 33 km per raggiungere Fiorenzuola d'Arda, oppure seguire ancora la via Emilia, e sono dieci km in meno. Anche don Gianni, il parroco di San Lazzaro a Piacenza, dice che la variante a sud non vale la pena.
Seguo la via Emilia contromano, prestando attenzione. Verso Roveleto c'è un piccolo tratto di ciclabile, e nei paesi c'è sempre il marciapiede.
Ci sono numerosi bar ed ogni centro abitato ha un negozio di alimentari, la farmacia e a Roveleto c'è anche un ufficio postale, il pellegrino non deve portare appresso molta acqua, potrà rifornirsi nei centri abitati.
Verso sud est si iniziano a intravedere dei rilievi montuosi, sono le prime montagne da Vercelli. Forse anche le zanzare fra una cinquantina di km spariranno.
Arrivare all'ostello di Fiorenzuola è relativamente semplice, la chiesa di San Fiorenzo svetta sulle case già a due chilometri di distanza. Di fianco alla chiesa, al numero 15 della piazza, consegnano le chiavi.
Anche Fiorenzuola, come Palestro, Pavia e Mortara, è stata teatro di una battaglia nella quale c'era di mezzo la corona imperiale (923), ma Sigerico arrivò in città circa 80 anni dopo (990).

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