venerdì 30 settembre 2011

L'itinerario di Sigerico 4

Nella tappa di oggi, da Tromello a Pavia, l'itinerario di Sigerico del Mibac è stato quasi sempre rispettato.
Unica variante la strada statale da Tromello a Garlasco. L'oscurità e la nebbia impedivano di seguire il sentiero per la Madonna delle Bozzole, un santuario barocco a nord di Garlasco, vicino al diramatore sinistro del canale Cavour. Probabilmente i pellegrini passavano, in tempi recenti, da lì, perché basta seguire il diramatore del canale per arrivare dritto dritto a Gropello Cairoli senza possibilità di sbagliare. Sigerico non aveva il diramatore e neanche il santuario della Madonna delle Bozzole nel 990. Forse passò da Garlasco.
Rinunciate al vostro caffé se volete berlo sul corso di Garlasco nel bar Casa del Caffé. La padrona non sa dove passa la via Francigena. La padrona non sa nemmeno cosa sia la via francigena.
Stessa cosa nel verduriere la “Boutique della frutta”, non hanno mai sentito parlare della via Francigena, ma al bancone serve una ragazzina poco più che adolescente, può darsi che nel suo mondo di TV sorrisi e canzoni non ci sia ancora posto per certe cose (tipo camminare in solitaria per centinaia di miglia).
Dopo Gropello il rumore dell'autostrada è incessante, finisce solo quando si entra nel parco del Ticino. A Villanova d'Ardenghi c'è un bar, poi si attraversano un paio di cascine e si scende sull'argine del Ticino. Dopo meno di un'ora si arriva ad un altro centro abitato. È un posto sperduto che si chiama Canarazzo. Le penne all'arrabbiata erano più che buone, ma il posto sembra uscire dal set di un film di serie B anni Sessanta. Quei bar tabacchi d'altri tempi pieni di personaggi strani, fra cui un Capitan Harlock con la benda sull'occhio che se ne sta sdraiato su di una brandina proprio di fianco al tavolo in cui stava pranzando la proprietaria. È un locale che sconsiglio a tutti coloro che non sono amanti di questo genere di posti decadenti, con i bicchieri non molto puliti, e frequentati da anziani con la cirrosi.
  • Quanti pellegrini passano?
  • Molti.
  • Quanti in una settimana?
  • Sei o sette.
  • Uno al giorno!? L'ultimo quando è passato?
  • Venerdì [Ma venerdì è oggi].
Circa otto chilometri a Pavia, meno di un paio d'ore, ma il sole scotta, come in piena estate, e chi conosce il paesaggio pavese sa che è meglio rifugiarsi in questo posto fuori dallo spazio e dal tempo ancora per un po', perché non ci sarà ombra fin sotto il ponte coperto sul Ticino.
Domani la tappa non è impegnativa, ma è lunga, e non capisco molto il senso dell'itinerario proposto dal Mibac, che si allontana più e più volte dal comodo – e rettilineo – tracciato della Statale 234.

Le pronipoti della pulzella di Carlo Martello?

Se Carlo Martello, dopo la battaglia di Poitiers, aveva bisogno dei servigi di una pulzella dalle trecce bionde, forse anche Carlo Magno, tornando vittorioso da Mortara, avrà cercato un po' di conforto mercenario tra le braccia di una professionista.
Percorrendo la via Francigena, quando il sentiero attraversa la ferrovia in prossimità della Statale Pavese 596, troviamo due signorine della Numidia che accolgono indistintamente tutti gli automobilisti di passaggio, senza comprovare titoli nobiliari o quant'altro.
...la pulzella repente una parcella presenta al suo Signor: «Be' proprio perché voi siete il Sire fan cinquemila lire è un prezzo di favor»...
«È mai possibile o porco di un cane che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi puttane, anche sul prezzo c'è poi da ridire ben mi ricordo che pria di partire v'eran tariffe inferiori alle tremila lire».
Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers, Fabrizio de André.

L'ostello dei pellegrini a Tromello

Con Tromello non si scherza mica! Qui ci ha dormito Sigerico, poco ma sicuro, lo scrive lui di suo pugno nel proprio diario di viaggio. Ai suoi tempi non c'era la chiesa di San Rocco, con i suoi affreschi di fine Cinquecento e gli altari barocchi. Non c'era neanche la bella casa parrocchiale sopra al bar (che una volta era il circolo ACLI), dove il pellegrino è servito di barba e di capelli. E non c'era nemmeno Carlo, che ti accoglie sulla strada con una bicicletta tricolore e ti accompagna direttamente fino all'ostello. Ai tempi di Sigerico non c'era nemmeno il riso, e perciò è difficile credere che abbia cenato al bar risotto con funghi porcini.
Va sottolineato che l'ostello di Tromello è gratis. Lo mantiene a sue spese l'associazione di San Rocco che regala ai viandanti una credenziale in latino con un sigillo in cera lacca. Il sacerdote ha lasciato questi locali della casa parrocchiale ai pensionati dell'associazione, che hanno predisposto tre o quattro letti in una ampia camera con cucina e lavatoio. D'inverno viene acceso il riscaldamento, per i mesi dell'estate ci sono le zanzariere – essenziali a Tromello come a Vercelli.

giovedì 29 settembre 2011

L'itinerario di Sigerico e il mio 3

Oggi tappa di tutto relax con sosta a Tromello. Di nuovo ho evitato l'itinerario consigliato dal Mibac, ed ho seguito un itinerario sterrato più a nord, passando da Gualina e Remondò.

mercoledì 28 settembre 2011

L'ostello di Sant'Albino (Mortara)

Via Francigena, in fondo, vuol dire Cammino francese, cioé dei Franchi, e Carlo Magno non poteva mancare in questa via di pellegrinaggio a Roma. Più volte ricostruita e rimaneggiata, l'Abbazia di Sant'Albino, che già in età medievale ospitva i pellegrini, affonda le sue radici nell'antico conflitto consumatosi proprio nelle terre della Lombardia fra Carlo Magno, re dei Franchi (non era ancora imperatore) e Desiderio, rex langobardorum.
Nel 773 Desiderio fu sconfitto, e un monaco inglese (non era Sigerico anche questa volta) fondò l'abbazia poco dopo per rendere grazie al Signore della vittoria dei Franchi. Il Monaco si chiamava Albin Alkwin, e per questo l'Abbazia prese il suo nome. Non capisco per quali ragioni un monaco inglese esultasse per la vittoria di un Franco, e neppure perché dover rendere grazie al Signore della vittoria, visto che anche i Longobardi si erano da tempo convertiti al cristianesimo, e perciò non erano dei barbari pagani ed eretici.
Resta chiaro, però, che se il Cammino di Santiago, in Spagna, inizia con Roncisvalle (altra battaglia dei Franchi), qui in Lombardia il Cammino inizia con l'Abbazia di Sant'Albino, che continua ad essere ancora oggi un luogo magico, vuoi per il giardino in riva ad un laghetto artificiale, vuoi per il calore trasmesso dalle travi di legno a vista del soffitto, vuoi per la bellezza della Chiesetta abbellita da affreschi del Quattrocento, ma soprattutto perché c'è Gigi, che ha saputo dare un calore familiare ed autentico all'accoglienza con la sua generosità ed una nobiltà d'animo d'altri tempi.
L'ostello ha davvero tutto, anche il Wi-fi. La cena la prepara Franca, la moglie del custode, le credenziali le timbra padre Nunzio, che domani sarà operato di cataratta, ma ci vede abbastanza bene per indicare nel timbro i simboli che rendono onore alla storia di questo luogo millenario: la mitria, la corona (ferrea), e il bastone ricurvo della diocesi.

L'itinerario di Sigerico e il mio 2

Tra il serio e il faceto si diceva in uno dei post anteriori che non c'è una vera a propria Via Francigena. L'itinerario di Sigerico va preso come linea guida, perché la morfologia del territorio è cambiata profondamente: le strade asfaltate principalmente, ma anche i corsi d'acqua, i campi coltivati interferiscono profondamente nella possibilità di ricreare quello che sarebbe stato l'itinerario migliore da percorrere nel X secolo. Il Mibac (Ministero per i beni e le attività culturali) ha indicato sulla Credenziale del pellegrino un percorso (quello sotto in rosso), ma in ogni tappa si possono scegliere della valide alternative. L'itinerario di Sigerico del Mibac, non sempre è il più breve, e proprio di questo si parlava con Gigi, che custodisce l'ostello dell'Abbazia di Sant'Albino a Mortara. È una discussione sulla quale certamente si deve tornare, perché non ha senso che il Mibac riconosca "il percorso ufficiale".
Questo l'itinerario di oggi: Vercelli-Mortara.


La sottile linea rossa è l'itinerario di Sigerico secondo il Mibac. 
Varianti sull'itinerario di oggi:
1) da Palestro a Robbio ho seguito la strada provinciale per evitare la inutile variante a sud.
2) in Mortara, dalla Stazione FS ho continuato sempre dritto per arrivare direttamente all'Abbazia.

martedì 27 settembre 2011

L'ostello dei pellegrini di Biliemme.


L'ostello di Vercelli è una casa parrocchiale in fondo a Viale delle Rimembranze, nella parte più a sud della città.
Era un convento che ospitava sicuramente un numero consistente di sacerdoti. Il corridoio è lunghissimo e ci sono stanze che si affacciano a destra e a sinistra. La stanza adibita ad ostello dei pellegrini ha sei letti, più che sufficienti vista la bassa affluenza. C'è anche un mobile grande per appoggiare gli zaini, un tavolo ed un lavandino con uno specchio.
Alla finestra è stata appesa una zanzariera, che qui a Vercelli non è né un lusso né un capriccio in estate. Per chi viaggia nella brutta stagione, invece, esiste anche un termosifone che d'inverno sarà davvero utile per riscaldare le pareti spesse del convento.
La stanza ha una specie di porta scorrevole, forse per dare un po' d'intimità, forse per dividere simbolicamente gli uomini dalle donne.
Farsi timbrare la credenziale e dormire qui costa dieci euro e dà diritto all'uso della cucina e del lavatoio nei bagni comuni. C'è davvero tutto quello di cui un pellegrino potrebbe aver bisogno per passare la notte. Anche la porta da basso si apre automaticamente, permettendo di uscire la mattina molto presto.

sabato 24 settembre 2011

L'itinerario di Sigerico e il mio

Questo Vescovo inglese, Sigerico, quale strada avrà seguito per recarsi a Roma? Nel suo diario ci dice soltanto quale fu la via che seguì quando fece ritorno a Canterbury. Richiede una grande fiducia pensare che per risalire la penisola abbia seguito lo stesso percorso del viaggio d'andata, giorno dopo giorno.
E ci sarà arrivato a piedi a Roma? Perché non in nave? In fondo secondo la leggenda Compostelana, quando l'apostolo Giacomo arrivò in Galizia, lo fece via mare, e se non ricordo male l'imbarcazione la guidavano due angeli, mica remava!
In ogni caso, in queste due settimane di Cammino, la meta prefissata è Lucca, e da Vercelli a Lucca, sappiamo che la strada seguita da Sigerico passava per queste città:


  1. Vercel, Vercelli
  2. Tremel, Tromello
  3. Pamphica, Pavia
  4. Sce Cristine, Santa Cristina
  5. Sce Andrea, Corte Sant'Andrea
  6. Placentia, Piacenza
  7. Floricum, Fiorenzuola d'Adda
  8. Sce Domnine, Fidenza
  9. Metane, Medesano (o forse Costamezzana)
  10. Philemangenur, Felegara, (o forse Fornovo di Taro)
  11. Sce Moderanne, Berceto
  12. Sce Benedicte, Montelungo
  13. Puntremel, Pontremoli
  14. Aguilla, Aulla
  15. Sce Stephane, Santo Stefano di Magra
  16. Luna, Luni
  17. Campmaior, Camaiore
  18. Luca, Lucca


Conto di riuscire a raggiungere Lucca in meno di 18 giorni, e di far meglio di Sua Eccellenza Sigerico, perciò staremo a vedere. Passo dopo passo, aggiornerò il mio itinerario con piantine più o meno dettagliate che indicheranno la strada percorsa.
Ultreya!