venerdì 30 settembre 2011

L'ostello dei pellegrini a Tromello

Con Tromello non si scherza mica! Qui ci ha dormito Sigerico, poco ma sicuro, lo scrive lui di suo pugno nel proprio diario di viaggio. Ai suoi tempi non c'era la chiesa di San Rocco, con i suoi affreschi di fine Cinquecento e gli altari barocchi. Non c'era neanche la bella casa parrocchiale sopra al bar (che una volta era il circolo ACLI), dove il pellegrino è servito di barba e di capelli. E non c'era nemmeno Carlo, che ti accoglie sulla strada con una bicicletta tricolore e ti accompagna direttamente fino all'ostello. Ai tempi di Sigerico non c'era nemmeno il riso, e perciò è difficile credere che abbia cenato al bar risotto con funghi porcini.
Va sottolineato che l'ostello di Tromello è gratis. Lo mantiene a sue spese l'associazione di San Rocco che regala ai viandanti una credenziale in latino con un sigillo in cera lacca. Il sacerdote ha lasciato questi locali della casa parrocchiale ai pensionati dell'associazione, che hanno predisposto tre o quattro letti in una ampia camera con cucina e lavatoio. D'inverno viene acceso il riscaldamento, per i mesi dell'estate ci sono le zanzariere – essenziali a Tromello come a Vercelli.

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