Nella tappa di oggi, da Tromello a Pavia, l'itinerario di Sigerico del Mibac è stato quasi sempre rispettato.
Unica variante la strada statale da Tromello a Garlasco. L'oscurità e la nebbia impedivano di seguire il sentiero per la Madonna delle Bozzole, un santuario barocco a nord di Garlasco, vicino al diramatore sinistro del canale Cavour. Probabilmente i pellegrini passavano, in tempi recenti, da lì, perché basta seguire il diramatore del canale per arrivare dritto dritto a Gropello Cairoli senza possibilità di sbagliare. Sigerico non aveva il diramatore e neanche il santuario della Madonna delle Bozzole nel 990. Forse passò da Garlasco.
Rinunciate al vostro caffé se volete berlo sul corso di Garlasco nel bar Casa del Caffé. La padrona non sa dove passa la via Francigena. La padrona non sa nemmeno cosa sia la via francigena.
Stessa cosa nel verduriere la “Boutique della frutta”, non hanno mai sentito parlare della via Francigena, ma al bancone serve una ragazzina poco più che adolescente, può darsi che nel suo mondo di TV sorrisi e canzoni non ci sia ancora posto per certe cose (tipo camminare in solitaria per centinaia di miglia).
Dopo Gropello il rumore dell'autostrada è incessante, finisce solo quando si entra nel parco del Ticino. A Villanova d'Ardenghi c'è un bar, poi si attraversano un paio di cascine e si scende sull'argine del Ticino. Dopo meno di un'ora si arriva ad un altro centro abitato. È un posto sperduto che si chiama Canarazzo. Le penne all'arrabbiata erano più che buone, ma il posto sembra uscire dal set di un film di serie B anni Sessanta. Quei bar tabacchi d'altri tempi pieni di personaggi strani, fra cui un Capitan Harlock con la benda sull'occhio che se ne sta sdraiato su di una brandina proprio di fianco al tavolo in cui stava pranzando la proprietaria. È un locale che sconsiglio a tutti coloro che non sono amanti di questo genere di posti decadenti, con i bicchieri non molto puliti, e frequentati da anziani con la cirrosi.
- Quanti pellegrini passano?
- Molti.
- Quanti in una settimana?
- Sei o sette.
- Uno al giorno!? L'ultimo quando è passato?
- Venerdì [Ma venerdì è oggi].
Circa otto chilometri a Pavia, meno di un paio d'ore, ma il sole scotta, come in piena estate, e chi conosce il paesaggio pavese sa che è meglio rifugiarsi in questo posto fuori dallo spazio e dal tempo ancora per un po', perché non ci sarà ombra fin sotto il ponte coperto sul Ticino.
Domani la tappa non è impegnativa, ma è lunga, e non capisco molto il senso dell'itinerario proposto dal Mibac, che si allontana più e più volte dal comodo – e rettilineo – tracciato della Statale 234.

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