Ad Orio Litta Sigerico ha trascorso una notte. Probabilmente lo scenario del suo riposo fu proprio questa enorme cascina fortificata che oggi accoglie le iniziative della Pro Loco del paese e fino a quattro pellegrini per notte in due stanze doppie. La pulizia dell'ostello è molto curata, così come l'estetica della stanza, che ha persino i copriletto e le lenzuola! Sembra di essere in un parador de turismo più che in un albergue de peregrinos. Il libro infatti è pieno di testimonianze di gratitudine e di riconoscenza. Dormire in una torre non è un'esperienza che si vive tutti i giorni (Turmerlebnis), nemmeno avere il sindaco come hospitalero è qualcosa di cui ci si possa dimenticare.
Una cascina medievale, fondata nell'885, con tanto di merli ed archi a tutto sesto, però, non può avere le zanzariere, troppo antiestetiche, e questo sapore di medioevo si paga a caro prezzo: fuori ci sono oltre trenta gradi, la terra fuma, e legioni di insetti volano sibilanti sulla pelle sudata del pellegrino.
Anche questa notte dormirò solo, con il calore terribile non credo che qualcuno riesca temerariamente a percorrere nel pomeriggio gli argini del Lambro sotto il sol leone e senza neppure una pianta che possa offrire un po' di conforto con l'ombra dei propri rami. Il 29 di settembre, però, qui hanno dormito due pellegrini, un italiano e uno spagnolo (che è arrivato completamente ubriaco, dicono), del quale ho potuto riconoscere la firma anche all'ostello di Biliemme di Vercelli. Il 30 hanno dormito qui un basco di San Sebastian e un francese.

Nessun commento:
Posta un commento